La Pro Loco di Castel Lagopesole 

è stata fondata nel 1984 con lo scopo di promuovere e tutelare la località di Castel Lagopesole, conservarne e valorizzarne le risorse ambientali e culturali, migliorarne le caratteristiche e le condizioni per lo sviluppo turistico e sociale. La Pro Loco è un’associazione di volontariato, di natura privatistica con valenza di pubblica utilità. L’associazione non ha scopo di lucro.

Nell’ambito di una finalità generale di crescita culturale, civile, socioeconomica del territorio di riferimento la Pro Loco si propone le seguenti finalità:

  • contribuire ad organizzare turisticamente il territorio di riferimento;
  • promuovere e facilitare il movimento turistico incoraggiando il miglioramento dei servizi pubblici;
  • tutelare e migliorare le risorse ambientali, turistiche e culturali del territorio di riferimento;
  • promuove la cultura dell’accoglienza e dell’informazione turistica anche attraverso l’apertura di appositi uffici di assistenza e informazione;
  • promuovere ed assumere iniziative e manifestazioni idonee a favorire la conoscenza, la valorizzazione e la salvaguardia delle risorse culturali e turistiche;
  • svolgere compiti di vigilanza sul prodotto turistico.

La Pro Loco di Castel Lagopesole aderisce all’UNPLI (Unione Nazionale delle Pro Loco d’Italia), tramite il Comitato Regionale di Basilicata. La Pro Loco è iscritta all’Albo Regionale delle Associazioni culturali previsto dalla legge regionale n. 22/1988.

Nel corso dei ventidue anni di attività la Pro Loco ha realizzato importanti iniziative di carattere turistico e culturale. In particolare, nel 1987 ha allestito la mostra sul “Brigantaggio post unitario nella regione del Vulture”, due anni dopo la mostra “Ceneri di civiltà contadina”. Nel corso del 2001 ha promosso con l’Amministrazione Provinciale di Potenza un progetto sulla multietnicità incentrato sulla figura di Federico II di Svevia. “Hagar-Federico II tra oriente ed occidente”, questo il titolo del progetto che si è concretizzato in un laboratorio teatrale realizzato dal Centro Mediterraneo delle arti in collaborazione con l’Associazione Basilicata Spettacolo.
Dal 1994 anni la Pro Loco realizza, nel mese di Agosto, il progetto “Babylonica, incontro internazionale tra culture”, un progetto sulla multiculturalità che vede protagonisti i giovani di tutti i paesi del mondo.

Rilevanti anche alcune pubblicazioni curate dalla Pro Loco di Castel Lagopesole. Meritano di essere ricordate in particolare: “La Basilicata nell’età sveva” del professor Tommaso Pedio; “Ali più grandi del nido”, raccolta di pubblicazioni scientifiche su 25 anni di ricerca nel bacino di Atella; “Vitalba”, del professor Edoardo Borzatti von Lowenstern, dell’Università di Firenze e recentemente “Federico II, vita meravigliosa e tragica”, biografia di Federico II di Svevia, scritta da Raffaele Nigro

La storia

Lagopesole, il cui nome deriva dalla presenza di un lago prosciugato all’inizio del 1900 che si trovava nel luogo che ancora oggi si chiama Pian del Lago, è ubicato su di una collina in una posizione di notevole importanza strategica. Il sito, noto fin dall’antichità, svolgeva tra l’VIII e il X secolo una funzione militare legata al controllo dell’antico diverticolo della via Herculea che da Melfi conduceva a Potenza.
Per diversi storici l’avvio della costruzione del castello sarebbe dovuta ai saraceni provenienti da Venosa nel 743 che vi costruirono un fortilizio. Ma è certo che sulla collina dovette erigersi una domus di epoca normanna che mantenne in funzione l’antico fortilizio in cui fu ospitato nel 1129 Ruggero II. Mentre nel 1137 il Papa Innocenzo II e l’imperatore Lotario III si fermarono nel territorio di Lagopesole vicino ai piedi della domus. Con Federico II alla domus dovette succedere il castrum Lacuspensilis. Scopo dell’Imperatore era quello di far diventare Lagopesole il suo albergo di caccia.
La sua dimora prediletta venne frequentata, in seguito, da Manfredi con la moglie Elena d’Epiro. Ma con la morte di Manfredi, il 26 febbraio 1266, decade la casa sveva e il potere passa ai provenzali d’Angiò che lo fanno diventare un luogo di residenza estiva.
Dopo gli angioini Lagopesole vive un periodo di decadimento. Passa ai Caracciolo di Melfi nel 1416 e poi ai Doria nel 1530 che ne rimasero i legittimi proprietari fino al 1969. Con la metà  del 1800 il castello è considerato il rifugio prediletto dei briganti tanto che da qui partì la loro spedizione più temibile.
Questa è storia passata. Lagopesole continua, ancora oggi, a svolgere quel ruolo di centralità  che gli è proprio sin dall’alto medioevo in un territorio che è cerniera tra il potentino e il vulture-melfese.